Storia della Roulette

A distanza di tantissimi anni, circa duecento, il fascino della roulette è rimasto sempre lo stesso, al contrario di quanto, invece, questi anni  siano riusciti a cambiare l’Europa e il mondo interi.

La storia della roulette è la storia di un gioco intramontabile quindi che nonostante l’introduzione delle nuove tecnologie e delle sfide on-line, la roulette non ha subito alcun tipo di cambiamento e il risultato rimane sempre lo stesso di tanti anni fa: esistono tuttora le case da gioco che fanno soldi, i governi continuano incessantemente ad  incassano le tasse e i giocatori provano ancora l’emozione del gioco contribuendo  a continuare a far girare la roulette.

Grazie ai casinò, che hanno raccolto soldi, si è potuto assistere al fiorire di tante piccole città e addirittura al finanziamento dello Stato. Gli stessi hanno inoltre  contribuito a cambiare la storia, facendo la fortuna e, il più delle volte, la sfortuna di personaggi famosi, causandone il fallimento o addirittura la morte.

Origini: Come e dove nasce il gioco della roulette

Il gioco della roulette nasce fondamentalmente dall’unione di diversi giochi che venivano praticati in passato, alcuni addirittura sostengono  che la sua origine risalga ai tempi dell’impero romano. In ogni caso, i giochi che maggiormente hanno influenzato il suo sviluppo sono: l’hoca, il biribisso ed il gioco dell’EO (Even Odd). L’hoca era composta da una ruota avente 6 raggi i quali erano uniti ad un perno sul quale  veniva poggiata la pallina; quando si girava la ruota, la pallina scendeva lungo il bordo e rientrava in una delle 46 caselle. Il banco aveva a sua disposizione dalle 3 alle 6  caselle. L’hoca era considerato un gioco molto favorevole, motivo per cui, forse, Luigi XIV avrebbe contribuito alla sua diffusione.

Il biribisso, diffusosi in Italia, tra il 1600 e il 1700, era un gioco molto simile a quello della tombola, caratterizzato infatti da palline forate con dentro arrotolato un bigliettino contenente un numero. Vi era poi un tappeto da gioco sul quale venivano poggiate le monete. Successivamente abolito, prese piede in Francia , con il nome di biribì, il quale presentava due versioni di gioco;la prima, quella classica, con 70 numeri (pagati 63 a 1), e quella di “strada”,con soli 36 numeri e   minori chance, disegnate su un telo per meglio mascherarle in caso di arrivo della polizia. Infine il gioco dell’Eo, formato da un cilindro contenente 40 caselle con lettere pari e dispari alternate, due delle quali erano a favore del banco.

Si poteva puntare esclusivamente su pari o dispari e il pagamento era lo stesso. Riflettendoci un po’ su, mettendo insieme questi elementi, e cioè, il meccanismo di gioco della ruota che gira, i pagamenti uguali , i numeri dall’1 al 36 e il tappeto del biribì di strada, viene creata la nostra roulette moderna (dal francese piccola ruota).

1765: La comparsa delle prime sale da gioco

Durante il regno di Enrico II era molto diffuso il gioco d’azzardo. In quel periodo infatti esistevano moltissimi circoli privati illegali, dove spesso si era soliti truccare i giochi al fine di imbrogliare i giocatori.

Quando la situazione cominciò ad essere impresentabile, il capo della polizia parigina Gabriel de Sartine, conte d’Alby, per fronteggiare la situazione, decise di legalizzare il gioco d’azzardo; non tutti i locali erano però autorizzati a tale impiego, bensì esclusivamente quelli attrezzati e per di più sotto la supervisione della polizia. Coloro che non rispettavano le regole venivano ovviamente arrestati, evitando in questo modo che ricchi ed aristocratici diventassero vittime di truffe e/ o rapine.

Il primo casinò venne istituito all’interno del Palays Royal di Parigi. Nacque così la roulette da noi conosciuta: un cilindro tassellato in cui erano contenuti in maniera alternata numeri rossi e neri, una sola casella per lo zero ed una per il doppio zero, anche se, rispetto alle roulette attuali, con questi ultimi 2 colorati di rosso e nero (0 rosso, doppio zero nero) anche se ininfluenti nel pagamento del colore se usciva uno di questi 2 numeri.

Assieme alla nascita della roulette viene regolamentata anche la sala stessa da gioco, con la nascita delle figure dei croupier e degli ispettori, per non parlare dei regolamenti che sono in vigore tutt’ora, anche se in parte

1796: Nascita ufficiale della roulette

La roulette nacque ufficialmente nel 1796. Nel 1802, lo scrittore francese Jaques Lablèe, inserì nel suo libro “Roulette, ou histoire d’un joueur” (roulette o la storia di un giocatore), la prima descrizione ufficiale del gioco, narrando la storia di un ragazzino che diventa giocatore d’azzardo nella Parigi del 1796.

Egli fornisce una descrizione  dettagliata della roulette e del tavolo da gioco, con la suddivisione dei numeri su tre colonne verticali di 12 numeri e sugli spazi per le puntate semplici su rosso, nero, manque, passe, pari o dispari.

Il libro è stato scritto sotto forma di lettere che il personaggio scrive alla propria moglie, descrivendole luoghi persone ed emozioni che lo pervadono. Essi, sembra strano, ma riflettono perfettamente la mente di un giocatore dei nostri tempi, nonostante siano passati parecchi anni.

1810-1819: Diffusione in Usa e in Italia

1810 – La Rouelette si diffonde negli Stati Uniti d’America

Le prime sale da gioco nacquero entro le colonie francesi degli stati uniti e New Orleans ne divenne la capitale. Nel 1835, però, a causa di risse, omicidi e suicidi, scaturiti da incontri tra diverse etnie, si decise di spostare il gioco stesso legalizzato, sui battelli del Missisipi. Nello stesso anno nascono i primi casinò nelle città di frontiera, come la California; le roulette erano le stesse che venivano utilizzate in Francia.

1819 – Nasce il primo Casino in Italia

Il primo casinò venne istituito all’interno dello stabilimento termale di  Bagni di Lucca. Vent’anni dopo nacque la sede principale del Casinò  municipale di Bagni di Lucca che però fallì nel 1953.

1838: La conquista delle città termali in Germania

A partire dal 1800,nei centri termali tedeschi,nascono le prime sale da gioco con lo scopo di intrattenere i clienti abituali e attirare l’attenzione della gente del posto.

Napoleone,  nonostante fosse contrario al gioco d’azzardo, decise di favorirne la diffusione anche perché, grazie ad esso, riusciva a finanziare le sue campagne di guerre. Il primo casinò tedesco nacque all’interno delle cure termali di Baden Baden (nel 1808) una delle più antiche località d’Europa conosciuta sin dai tempi dell’imperatore romano Caracalla.

Il Casinò diventa, in quel periodo, l’attrazione principale del posto, contribuendo inoltre  alla diffusione e alla popolarità della roulette. Le piccole città diventano quindi eleganti centri di villeggiatura per l’aristocrazia e la borghesia di tutta Europa.

Con l’ascesa al trono del re Luigi Filippo D’Orleans la situazione inizia a cambiare; egli infatti, contrario come Napoleone al gioco d’azzardo, favorisce l’abolizione delle principali sale da gioco francesi, che avviene il 1 gennaio 1938. Inizia per la Germania un periodo di prosperità.

1840: La nascita di Roulettenburg

Nel 1840, grazie ai fratelli Francois e Louis Blanc, avviene la realizzazione di un nuovo  Casinò presso la località termale di Bad Homburg,vicino Francoforte. Questo grazie al consenso del Conte Langravio  Filippo che ne approvò la proposta. I fratelli Blanc diedero quindi inizio ad una campagna stampa, comprensiva di soggiorni gratuiti per i giornalisti, sui periodici francesi dell’epoca.

Nei registri dei Casinò, infatti, compaiono nomi di personaggi storici illustri quali, ad esempio, Bad Homburg, al quale ci si è ispirati per  la descrizione della città di Roulettenburg in cui vive Alexej Ivanovic, protagonista de “Il Giocatore”.

1842: Evoluzione con eliminazione del doppio zero

Nonostante le campagne stampa avessero attirato una moltitudine di giocatori, l’obiettivo di Francois Blanc  consisteva nel rendere quel Casinò il principale, affinché  sottraesse clienti alle più antiche e rinomate località tedesche come Baden Baden, Wiesbaden ed Elms.

Si pensò di semplificare il gioco della roulette, rendendolo quindi più vantaggioso, e lo si fece eliminando uno 0. In questo modo si riduceva  la percentuale a favore del banco sulle chance semplici. L’obiettivo di Blanc era principalmente quello di attirare giocatori importanti che conoscono bene il gioco e che possiedono grossi capitali, puntando, allo stesso tempo, sulla qualità anziché sulla quantità.

1855: La Société des Bains de Mer

In quel periodo la situazione economica del Principato di Monaco non era delle migliori. I Ranieri, quindi, al fine di rivitalizzare le finanze e far risollevare Monaco, autorizzarono, visti i risultati ottenuti in Germania, l’apertura di un centro tremale con un Casinò.

Naque così  la Société des Bains de Mer, con la collaborazione due uomini francesi Langlois ed Aubert, cui vennero affidati gli affari. Il progetto, però, non andò a buon fine perché, alla mancanza di collegamenti adeguati per raggiungere il Principato, si aggiungeva anche la riluttanza dei gestori, i quali non intendevano investire né rischiare i propri capitali.

Nonostante gli innumerevoli sforzi Langlois ed Aubert fallirono e furono costretti a vendere le proprie quote ad un nuovo acquirente, Pierre Auguste Daval.

1863: Il Casino di Montecarlo passa a Blanc

Dopo anni di esperienze negative, il principe Carlo III decise di affidare la gestione della Société des Bains de Mer a Francois Blanc il quale si diede immediatamente da fare per rendere la situazione più agevolata.

Cercò innanzitutto, oltre che accelerare la costruzione del Casinò, di aumentare la corsa dei battelli da Nizza e da Mentone, attuando inoltre pressioni politiche al fine di sbloccare il progetto della ferrovia costiera. In ambito di gioco, invece, eliminò lo 0, precedentemente reinserito per mancanza di capitale, e  raddoppiò le riserve di cassa del Casinò. Una volta terminato il Casinò, lo sperone roccioso delle Spelonche  venne ribattezzato Monte Carlo, in onore del Principe.

1872: Chiudono i casino in Germania

Otto von Bismark, cancelliere del nuovo impero, non aveva mai visto di buon occhio i Casinò, né tanto meno quelli gestiti dai francesi. Stabilì  quindi, con una legge da egli stesso firmata,  che gli stessi venissero aboliti nel 1872.

Questa decisione comportò, d’altro campo, l’impoverimento nonché il ridimensionamento delle aspettative di vita di tutti i cittadini sul territorio prussiano, nonostante  tentativi invani, degli stessi, di appellarsi al cancelliere.

Decisione maggiormente incentivata da un evento: la vincita di 18.000 franchi da parte del figlio di Bismark, il 30 novembre 1971, presso il Casinò di Homburg. Prima della chiusura definitiva dei Casinò presenti su tutto il territorio,numerosi  giocatori, provenienti da tutta Europa, raggiunsero il posto per tentare un ennesimo  colpo di fortuna e ,per la cronaca,  l’ultimo numero uscito fu il 20 nero.

1891: Il Casino di Montecarlo estende la sua preminenza

In seguito all’abolizione di tutti i Casinò presenti sul territorio, fatta eccezione per qualcuno restante in Svizzera, Montecarlo non aveva più concorrenti. Il principato diede quindi inizio a una profonda trasformazione urbanistica, per non parlare di quelle, di tipo architettonico, all’interno dei Casinò, per renderli maggiormente eleganti e accoglienti.

La svolta definitiva si ebbe nel 1891 quando,all’interno del Parlamento Francese , venne proclamata  l’assoluta indipendenza del Principato di Monaco e il riconoscimento della stessa. La roulette del Casinò di Montecarlo divenne così il simbolo della roulette nel mondo.

Il ‘900: La nascita dei Casino moderni

1928: Nasce il Casino di San Remo

Alla fine del 1800 San Remo era considerata una stazione turistica molto rinomata, meta di  numerosi turisti, provenienti da tutto il mondo, per il  suo clima costantemente  mite tutto l’anno. Nel 1905 venne inaugurato il suo primo Casinò, con l’autorizzazione delle autorità locali. Solo nel 1928, dopo che Mussolini, nel 1924, chiuse tutte le sale da gioco, ottenne l’autorizzazione all’apertura.

1933: Segue l’apertura del Casinò di Campione

Nel lontano 1917, ai margini del lago di Lugano, sorgeva un nuovo Casinò che , per ragioni private dovette subito chiudere. Fortunatamente nel 1933 riprese la sua attività. Grazie alla sua collocazione geografica era considerato il principale  Casinò di riferimento per i milanesi e gli uomini d’affari della Lombardia.

Gli ultimi ritocchi sono avvenuti nel 2009,esso si compone di tre piani dedicati esclusivamente al gioco d’azzardo, motivo per il quale oggi viene  considerato tra i più prestigiosi Casinò d’Europa.

1936: Inaugurazione del Casino di Venezia

Il palazzo Vendramin Calergi, sul Gran canale, famoso per essere stata la casa dove morì il noto compositore Wagner,è oggi la sede principale del casinò di Venezia. Lo stesso presenta un’altra versione più moderna e aperta solitamente d’estate,  in occasione del Festiva del Cinema. Il casinò di Venezia è quello che ha il maggior numero di visitatori e di conseguenza produce il fatturato maggiore tra i quattro Casinò italiani.

1941: Il primo Casinò a Las Vegas

Inizialmente Las Vegas era solo una piccola cittadina di passaggio che , dalla California, portava a Salt lake City nello Utah. Solo in seguito ai lavori della diga di Hoover la situazione cambiò. Nello stesso anno venne anche legalizzato il gioco d’azzardo e da lì cominciarono a nascere locali di intrattenimento dove, oltre ai piaceri della carne, si offriva anche la possibilità di giocare.

Il primo Casinò, “El rancho Las Vegas”,  venne inaugurato nel 1941 ai bordi della highway 91, diventata poi Las vegas Boulevard, conosciuta oggi in tutto il mondo con il soprannome di “The Strip”. Molti imprenditori, gli anni seguenti, seguirono l’esempio di Tom Hull, proprietario del Casinò, e tra questi:

  • Last Frontier (1942)
  • Flamingo (1947)
  • Sahara (1947)
  • Thunderbird (1948)
  • Desert Inn (1950)
  • Sands (1952)

1947: Apertura dell’ultimo casino moderno, il Saint Vincent

Alla fine del XIX secolo Saint Vincent era considerata tra le principali mete di villeggiatura per le sue acque termali. Su concessione del consiglio regionale autonomo della Valle D’Aosta, ricevette l’autorizzazione per l’apertura di un Casinò. Ovviamente, la diffusione del turismo sciistico invernale e l’apertura del traforo del Monte Bianco, nel 1965, contribuirono ad incrementare il numero di clienti, già di suo abbastanza numeroso.